{"id":14694,"date":"2026-04-19T19:34:55","date_gmt":"2026-04-19T19:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/greek-theatre.gr\/interview\/an-incontro-con-marco-martinelli\/"},"modified":"2026-04-20T14:57:24","modified_gmt":"2026-04-20T14:57:24","slug":"an-incontro-con-marco-martinelli","status":"publish","type":"interview","link":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/interview\/an-incontro-con-marco-martinelli\/","title":{"rendered":"Un incontro con Marco Martinelli"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Marco.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14628\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Marco.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Marco-300x200.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Marco-700x467.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Circa un anno fa ho avuto la fortuna di essere tra gli spettatori della <em>Lisistrata<\/em> di Aristofane, messa in scena da <strong>Martinelli<\/strong> con un centinaio di giovani al teatro antico di <strong>Pompeial Teatro<\/strong> antico di Pompei, all\u2019interno del progetto <strong>SOGNO DI VOLARE<\/strong>, diretto da <strong>Gabriel Zuchtriegel<\/strong> &#8211; direttore del Parco Archeologico &#8211; e <strong>Maria Rispoli<\/strong>, con la collaborazione di <strong>Ravenna Festival<\/strong>.\u00a0 \u00c8 stata un\u2019esperienza di vita, che porter\u00f2 con tenerezza e che richiamer\u00f2 ogni volta che vorr\u00f2 ricordare perch\u00e9 amo il teatro.&#13;\n&#13;\nL\u2019opera aristofanea ha preso vita attraverso il sistema della <strong><em>non-scuola<\/em><\/strong> di <strong>Marco Martinelli<\/strong>, unendo passato, presente e futuro su pi\u00f9 livelli. Uno spettacolo pienamente inserito nel presente, ma anche un ponte tra mondi che cercano di riconnettersi e ricordarci quanto siamo migliori quando siamo \u201cinsieme\u201d.&#13;\n&#13;\nUno spettacolo vivo e artisticamente coinvolgente, \u201criscritto\u201d nel presente di questi giovani. Profondamente politico, con canti dell\u2019Italia meridionale al posto dei cori, intonati dai ragazzi. Il saluto finale includeva il pubblico, che riempiva l\u2019orchestra, trasformando attori e spettatori in un unico corpo. \u00c8 poi sfociato in una festa per la vittoria del Napoli della sera precedente.&#13;\n&#13;\nIn breve, un teatro direttamente connesso alla vita, che unisce passato e futuro e rid\u00e0 vita a spazi \u201carcheologici\u201d condannati dal tempo a essere semplici reperti, invece che luoghi vivi.&#13;\n&#13;\nQuesto \u00e8 il teatro di Marco Martinelli: un intreccio di arte, impegno politico e pedagogia. Uno specchio che riflette le inquietudini e le questioni del presente a livello collettivo; un dialogo continuo con i suoi antenati spirituali \u2013 da Aristofane a Giordano Bruno fino ad Artaud \u2013 e un dialogo tra gli d\u00e8i di ieri (Dioniso) e quelli di oggi (la sede del suo teatro a Ravenna si trova in una chiesa del XIV secolo!).<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Martinelli <\/strong>\u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti registi e drammaturghi contemporanei italiani. Nel 1983, insieme alla compagna nella vita e nell\u2019arte <strong>Ermanna Montanari, <\/strong>ha fondato il Teatro delle Albe a Ravenna. Non ha mai considerato il teatro come una semplice rappresentazione, ma come uno \u201cstudio anatomico\u201d dell\u2019esistenza umana e come un processo collettivo ed esperienza che coinvolge la comunit\u00e0.&#13;\n&#13;\nIl suo lavoro ha viaggiato dall\u2019Italia in tutta Europa, fino a Chicago e New York, fino alle baraccopoli di Nairobi e al Senegal.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho avuto il piacere di parlare con lui del suo lavoro, del suo metodo e della sua visione del Teatro. &#13;\n<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"2155\" height=\"1441\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14618\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg.jpg 2155w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-300x201.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-768x514.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-1536x1027.jpg 1536w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-2048x1369.jpg 2048w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-3-@Parco-archeologico-di-pompei.jpg-700x468.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 2155px) 100vw, 2155px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il tuo lavoro esprime una sorta di \u201cteatro dei molti\u201d, un teatro che nasce dalla comunit\u00e0 e dal coro piuttosto che dalla performance delle star. Come definisci il coro come forza politica e poetica nel teatro contemporaneo?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il segreto del teatro. Nell\u2019Atene del V secolo come nell\u2019epoca che stiamo vivendo. Detto in due parole: se non c\u2019\u00e8 coro, non c\u2019\u00e8 teatro. Il coro \u00e8 la presenza turbolenta di Dioniso, il dio che confonde, mescola, intreccia l\u2019io e il noi, li fa danzare insieme. Il teatro \u00e8 \u201cpolitico\u201d perch\u00e9 riguarda la \u201cpolis\u201d, che \u00e8 la citt\u00e0 in cui metto i piedi e, al tempo stesso, l\u2019intero pianeta, dove siamo sempre virtualmente connessi. Il teatro \u00e8 \u201cpolitico\u201d quando parla la lingua della poesia, quando illumina i desideri infiniti dell\u2019anima. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14612\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-300x199.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-768x511.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-1536x1021.jpg 1536w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-2048x1362.jpg 2048w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1.Lisistrata-2025-foto-mario-Spada-700x465.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai spesso parlato del teatro come di un incontro, uno scambio tra l&#8217;attore, il pubblico e il mondo che condividono. In che modo questo concetto influenza le tue scelte come regista e drammaturgo?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ha influenzate da sempre: prima di tutto sono un cittadino! Abito questo mondo e le sue brutture, come gli spettatori che vengono a vedere i miei lavori. E questo mondo non mi piace, troppo violento e ipocrita. Che finge di essere \u201crazionale\u201d, e invece crea continuamente guerre e devastazioni, inquinamento e miseria. Il mio teatro \u00e8 una ribellione al mondo. Un\u2019invocazione alla bellezza.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel corso della tua carriera hai rivisitato pi\u00f9 volte i testi classici, da Aristofane a Dante. Qual \u00e8 secondo te il messaggio fondamentale che il teatro classico ci offre ancora oggi, nel XXI secolo?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che siamo gli stessi di allora. Che occorre fare \u201cl\u2019esame di coscienza\u201d ogni giorno. Che il cosiddetto \u201cprogresso\u201d riguarda solo le tecnologie, che in certi casi, s\u00ec, rendono la vita pi\u00f9 comoda (ad alcuni, non a tutti) in altri ci permettono di massacrarci pi\u00f9 velocemente. Per il resto, niente di nuovo sotto il sole. Ma, e questo \u201cma\u201d \u00e8 fondamentale, gli stessi classici raccontano anche il nostro insopprimibile desiderio di giustizia: Lisistrata, la Beatrice di Dante, Antigone, sono le nostre sante ribelli, fantasmi sconvolgenti che interpretano il nostro presente.  <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tu bilanci la scrittura originale con la riscrittura radicale dei \u201cclassici\u201d: cosa ti guida nel decidere quando un classico ha bisogno di essere trasformato piuttosto che preservato?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io parto sempre da un classico che amo, in cui mi identifico: Aristofane, non Menandro, Moli\u00e8re, non Marivaux. E proprio perch\u00e9 lo amo, mi sento autorizzato a fare una \u201cmessa in scena\u201d che sia una \u201cmessa in vita\u201d. Riscriverlo, trasformarlo, \u00e8 il modo pi\u00f9 efficace per preservarlo. Ho visto troppe commedie di Aristofane rovinate dall\u2019ideologia del \u201crispetto per il testo\u201d. Aristofane scrisse il suo primo testo contro la guerra all\u2019et\u00e0 di 18 anni, un adolescente infuriato: \u00e8 lui stesso che ci supplica di attraversare le sue favole meravigliose reinventandole al presente. Se pensiamo alla catena dei drammaturghi nei secoli: Plauto riscrive Menandro, Moli\u00e8re riscrive Plauto, Brecht riscrive Moli\u00e8re e Shakespeare, il sottoscritto pu\u00f2 permettersi di riscrivere Brecht tornando ad Aristofane. Una bella schiera di ladri, o se preferisci di vampiri, gente che si nutre del sangue dei morti.   <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"880\" height=\"660\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14626\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata.jpg 880w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata-300x225.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata-768x576.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata-800x600.jpg 800w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_Lisistrata-700x525.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 880px) 100vw, 880px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come hai iniziato il tuo lavoro con l&#8217;idea della <em>non-scuola<\/em>? Cosa mancava nell&#8217;educazione teatrale tradizionale a cui la <em>non-scuola<\/em> ha cercato di rispondere?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo sempre l\u00ec: mancava Dioniso, la \u201cparoletta presa a prestito dai Greci\u201d, come scrive il giovane Nietzsche. Dioniso \u00e8 il dio sepolto, che va disseppellito ogni giorno. Mancava la consapevolezza che l\u2019educazione \u00e8 un rallegrarsi dell\u2019anima, \u00e8 la gioia di apprendere, \u00e8 lo stupore della conoscenza. Via lo smartphone: il primo passo della non-scuola \u00e8 guardarsi, io e te, i miei occhi nei tuoi: siamo accesi dal desiderio? Il primo passo \u00e8 il desiderio, l\u2019ebbrezza di stare sul palco, insieme, su quelle povere assi di legno: da l\u00ec si comincia. Gridare, cantare, saltellare, l\u2019emergere del corpo-voce-anima: questi i passi successivi. Tenere al centro il corpo-voce-anima \u00e8 il compito rivoluzionario, \u00e8 la scandalosa eresia di questa epoca, sottomessa alla dittatura degli schermi-prigioni: una dittatura che soffrono soprattutto i giovanissimi, infettati da dispositivi che ne inchiodano i corpi e la fantasia.   <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto \u00e8 facile comunicare con le giovani generazioni? Cosa avete imparato sul teatro dai giovani partecipanti stessi?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Imparo ogni giorno. Da 35 anni a questa parte. Imparo a bruciare l\u2019esistenza. Imparo a invecchiare. Imparo a commuovermi, nell\u2019osservare le gemme che spuntano sui rami.  <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Teatro delle Albe \u00e8 la tua casa?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sposato Ermanna il 3 settembre 1977, tre giorni dopo eravamo in scena con <em>Aspettando Godot<\/em> di Samuel Beckett. Le Albe le abbiamo fondate nel 1983. Ho il vizio della durata<strong>.\u00a0 <\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"565\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-5@Mario-Spada.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14620\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-5@Mario-Spada.jpg 850w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-5@Mario-Spada-300x199.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-5@Mario-Spada-768x510.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-5@Mario-Spada-700x465.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai collaborato con artisti, comunit\u00e0 e studenti da Dakar a New York. In che modo questo impegno globale influenza la tua concezione del teatro come pratica umana condivisa, al di l\u00e0 delle specifiche tradizioni culturali?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo tutti la stessa umanit\u00e0, tutti fatti con lo stesso legno. Poi, s\u00ec, certo, ci sono enormi differenze, tante variet\u00e0 culturali, linguistiche, sociali: sarei cieco se non le considerassi, un conto \u00e8 vivere in uno slum di Nairobi, un conto in un quartiere bene di Milano. Ma, al livello di profondit\u00e0 che il teatro pu\u00f2 intercettare, il dolore e la felicit\u00e0 cantano lo stesso inno. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai messo in scena <em>Lisistrata<\/em> nel Teatro Antico di Pompei. In che modo esibirti in spazi archeologici e non convenzionali altera il tuo processo creativo? Il luogo diventa coautore dell&#8217;opera?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il luogo \u00e8 sempre co-autore dell\u2019opera. Prima di tutto ci si misura con lo spazio: anche nei sogni lo spazio viene prima, lo insegnano gli psicanalisti. Misurarsi con le pietre millenarie del Teatro Grande di Pompei \u00e8 un\u2019emozione potente: la gradinata e la scena sono immerse nella natura, il cielo e le montagne tutt\u2019attorno raccontano che siamo parte dello stesso cosmo. Lo spazio del teatro antico \u00e8 un dispositivo perfetto, dove gli spettatori sono immersi, sul piano visivo come su quello acustico: gli architetti di oggi dovrebbero ascoltarne pi\u00f9 spesso la lezione. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"565\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-3-@Mario-Spada.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14616\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-3-@Mario-Spada.jpg 850w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-3-@Mario-Spada-300x199.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-3-@Mario-Spada-768x510.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Uccelli-3-@Mario-Spada-700x465.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se dovessi immaginare il teatro del futuro, come speri che sia?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che spero non diventi, ovvero un teatro di macchine e di stupidit\u00e0 artificiale. Di algoritmi. Che resti il luogo del nostro prenderci per mano e interrogarci sul mistero: che diavolo ci facciamo qui, sotto questo cielo? Che resti enigma e preghiera, e grido contro le ingiustizie.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai un lavoro che preferisci?<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i miei, intendi? No. Li amo tutti, sono tutti miei figli. Anche quelli sbagliati, zoppicanti, anche i fallimenti. Soprattutto i fallimenti, che alla fin fine sono i maestri pi\u00f9 grandi.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"686\" src=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-1024x686.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14686\" srcset=\"https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-300x201.jpg 300w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-768x514.jpg 768w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-1536x1029.jpg 1536w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-2048x1372.jpg 2048w, https:\/\/greek-theatre.gr\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PLUTO-2024-Pompei-M.-Martinelli-700x469.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci racconteresti un episodio significativo della tua vita teatrale?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ce ne sarebbero tanti\u2026 ma visto che ne chiedi uno, sto al gioco. Era il 1997. Avevamo da poco messo in scena la mia riscrittura di un canovaccio di Carlo Goldoni, <em>I ventidue infortuni di Arlecchino<\/em>. A interpretare Arlecchino, uno dei nostri attori, Mor Awa Niang, con la forza e la presenza scenica del suo essere un \u201cgriot\u201d senegalese, vale a dire un danzatore-comico-narratore: da l\u00ec la trasformazione del titolo, diventato <em>I ventidue infortuni di Mor Arlecchino<\/em>. Ci invita il Piccolo Teatro di Milano, la pi\u00f9 importante istituzione del teatro italiano: l\u2019emozione \u00e8 grande, anche perch\u00e9 il regista fondatore del Piccolo, Giorgio Strehler, \u00e8 stato un grande maestro, e il suo <em>Arlecchino servitore di due padroni<\/em> la bandiera del teatro italiano in tutto il mondo. La nostra presenza all\u2019interno della stagione del Piccolo suscita da subito grandi polemiche: \u00e8 \u201cscandaloso\u201d, dicono i soliti reazionari, \u201cche un africano interpreti il ruolo di una maschera della tradizione italiana\u201d. Ma io, tornando a quel che ci siamo detti in precedenza, credo con quella scelta di aver rispettato ancor pi\u00f9 la tradizione: Arlecchino nel Cinquecento era un immigrato che dalle valli di Bergamo giungeva nella ricca Venezia, affamato e \u201cstraniero\u201d, cos\u00ec come Mor Arlecchino, il suo erede secoli dopo, dalla savana africana giunge altrettanto affamato e \u201cstraniero\u201d nella ricca Europa. La sera del debutto il teatro \u00e8 stracolmo: c\u2019\u00e8 in giro un sentimento di festa, e Strehler mi fa arrivare in camerino un biglietto &#8211; che ancora conservo sul cuore &#8211; dove si rallegra per la \u201cfelice intuizione\u201d di un Arlecchino dei nostri giorni. Dopo il primo atto filato a meraviglia, con tante risate e applausi a scena aperta, la polizia interrompe lo spettacolo: \u00e8 arrivata una telefonata, pare che qualcuno abbia messo una bomba in teatro. Non si sa se \u00e8 vero, ma non si pu\u00f2 rischiare, bisogna controllare: la polizia fa uscire tutti dall\u2019edificio. Ci ritroviamo nel piazzale davanti al Piccolo, nessuno se ne vuole andare. Allora i nostri attori cominciano a suonare i tamburi, a cantare: nonostante il freddo dicembre milanese, la minaccia della bomba non rovina la \u201cfesta\u201d, l\u2019ha solo spostata in strada. Dopo tre quarti d\u2019ora circa, a controllo ultimato, ci fanno rientrare, e cos\u00ec possiamo concludere lo spettacolo. Applausi interminabili, ci si sposta in platea a danzare e cantare con tutti gli irriducibili che sono rimasti. Se ci ripenso, mi viene in mente una frase di Martin Luther King che mi accompagna fin dall\u2019adolescenza: \u201cPianta il melo, anche se sai che domani scoppieranno le bombe\u201d.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14629,"template":"","categories":[63,16],"class_list":["post-14694","interview","type-interview","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-interviews-en","category-interviews"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/interview\/14694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/interview"}],"about":[{"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/interview"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/interview\/14694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14730,"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/interview\/14694\/revisions\/14730"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/greek-theatre.gr\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}